Dal carrozziere al sarto, gli artigiani a scuola di digitale

Dal Corriere della Sera

«Digital fabrication? Io ho iniziato quando ancora non si usava il digitale e l’artigiano lavorava con le sue mani, ma ho avuto l’intuizione di introdurre nel processo quello che vent’anni fa si chiamava rapid prototyping , e con l’uso del modellatore 3d ho ridotto costi e tempi di realizzazione di oggetti definitivi, non solo prototipi». Gioacchino Acampora, che ha rilanciato nel 1994 la storica Carrozzeria Castagna di Milano, è architetto e designer automobilistico. E, mettendo insieme la passione per le auto e la laurea in architettura, ha reinventato il mestiere del carrozziere.

«Qui siamo in una dozzina a lavorare, e tutto quello che richiede una grande artigianalità il nostro atelier è in grado di farlo. Perché la digitalizzazione per noi è una sfida, non esclude la manualità anzi, la valorizza. La potenzialità di un settore manifatturiero a forte vocazione artigiana come la nostra, e la personalizzazione del prodotto, che sono anche il valore aggiunto del made in Italy, non possono infatti prescindere da un aggiornamento tecnologico».

A dare la spinta in questo senso ha contribuito la Siam (Società d’incoraggiamento d’arti e mestieri) che dal 1838 si occupa di formazione e promozione dei mestieri. «Il nostro obiettivo è quello di formare anche l’artigiano 2.0 di cui siamo un riferimento, attraverso le nuove tecnologie digitali, che si evolve pur mantenendo la sua manualità — spiega il direttore didattico Antonio Corrias —. L’elettricista, l’idraulico, il caldaista e l’impiantista del clima, il sarto, l’orafo, ma anche il fotografo e l’interior designer da noi si trasformano e rinascono in una nuova veste al passo coi tempi.

Siamo riusciti a coniugare l’alchimia del sapere tradizionale con le tecnologie innovative e proprio per quei lavori che venivano tramandati di padre in figlio e che si imparavano sul campo c’è la maggior richiesta di innovazione. E se l’elettricista oltre a maneggiare fili elettrici ora è in grado di rispondere alla richiesta di case sempre più smart, le forbici non sono più il solo strumento di lavoro del sarto». Insomma, il futuro è già presente e per essere pronti alla nuova era dell’industria 4.0, prosegue Corrias, «macchine a controllo numerico, stampanti 3d e robotica devono diventare strumenti di uso quotidiano per le piccole e grandi imprese. Infatti nel nostro palazzo ci sono sia una super FabLab, sia una smart digital agency. Il rapporto azienda-artigiano con il mercato è sempre più competitivo».

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