MAKE IN MILANO: The FabLab e SIAM anticipano i tempi

People, people, people” servono a Milano, direbbe Bill Gates e Massimo Temporelli dal suo “The FabLab.

Si affaccia in via Santa Marta, e chiede alla città, e al paese “più studenti, più aziende, più professori, più scuole.” Milano, già molto fertile, può secondo lui migliorare “aumentando il numero di protagonisti, perché, superata la soglia critica,si accenderà una vera e propria rivoluzione”. The FabLab, con la SIAM (Società Incoraggiamento Arti e Mestieri) sta già lavorando alacremente per questo e, aperto a giugno, già collabora con Università, Istituzioni e amministrazione pubblica: “Tutti molto attenti agli sviluppi che realtà come la nostra e tecnologie come quelle della digital fabrication avranno nel futuro”. “Futuro” è la parola chiave e la voglia di costruirsene uno dignitoso e – Perchè no? – di successo, è ciò che spinge artigiani, studenti, designer e imprenditori a bussare alla porta di The FabLab “per prendere parte a quella che in molti indicano come una nuova rivoluzione industriale”.
Chi vuole conoscere nuovi mestieri o tecniche di progettazione, chi vuole capire come modernizzare la propria azienda o il proprio laboratorio artigianale: la porta del laboratorio (Open Lab) è aperta per tutti. Gli artigiani chiedono come poter trasformare i loro processi in modo che siano digitali, ad esempio, e cercano di capire se le macchine della digital fabrication possono sostituire la loro manualità. Secondo Temporelli “Lartigiano del futuro avrà le mani pulite e il cervello acceso” e, nel suo sito, spiega che “tornare in bottega, andare in un fablab, oggi, significa fare ricerca, lavorare all’automazione, imparare a usare la programmazione e il web, delegando il più possibile le operazioni ripetitive e manuali alle macchine: macchine sempre più universali e flessibili che l’artigiano del futuro deve saper piegare al suo volere”. Lo spazio di via Santa Marta in questo, anche in questo, guarda avanti.

Gli studenti che si affacciano ora ad un mercato del lavoro in continua evoluzione, trovano lì le tipiche macchine della digital fabrication, tra cui stampanti 3d, frese a controllo numerico, plotter da taglio, laser cutter e una fornita piattaforma di elettronica programmabile. Ma trovano anche, e soprattutto, persone e competenze per completare e arricchire i loro progetti. Arrivano dalle scuole specialistiche della città – come Architettura, Design, fondamentalmente da Politecnico e IED, ma anche dalle superiori e da altre facoltà meno tecniche – e guardano al mondo della stampa 3d e delle piattaforme di elettronica programmabile (Arduino) “che iniziano a offrire qualche sbocco di tipo professionale”.

Non si tratta di veri e propri mestieri, per lo meno, non ancora: in via Santa Marta si anticipano i tempi, “e comunque anche i professionisti già attivi possono essere interessati ad entrare in questi nuovi mondi per capirci di più – spiega Temporelli – ad esempio per ampliare i propri servizi, in particolare nell’interaction design e nella velocità di prototipazione dei propri prodotti”.
Oggi i corsi di maggior successo sono quelli di Stampa 3d e Droni, sia costruzione, sia pilotaggio, ma sono in arrivo anche corsi di Internet delle Cose.
Temporelli ci punta molto, guardando alle potenzialità lavorative. Sempre in ottica di futuro, e di non arrivarvi impreparati, a fine marzo 2015 sarà inaugurato un festival sulle nuove professioni, “Il Future Job Festival”. Sarà a Grazzano Visconti ma – ça va sans dire – che avrà ricadute anche sul territorio milanese durante i mesi dell’Expo.

Fonte: omnimilanostartup.com

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